Moltbot: l'agente AI self-hosted da 100K stelle su GitHub

Moltbot è l'agente AI self-hosted che ha raggiunto 100K stelle su GitHub in un mese. Funziona su WhatsApp, rispetta il GDPR e cambia le regole del gioco.

Un messaggio su WhatsApp. Dall’altra parte non c’è una persona, c’è un’AI che gira sul tuo computer e fa le cose per te. Non un chatbot qualunque che spara risposte preconfezionate… un agente vero, che lavora in autonomia sul tuo hardware, senza mandare un singolo dato in cloud.

Si chiama Moltbot, ed è il progetto open-source più virale del momento. Centomila stelle su GitHub in un mese. E la parte che a noi italiani interessa di più? Funziona su WhatsApp.


Cos’è Moltbot, in pratica

Moltbot (prima si chiamava Clawdbot — ha “fatto la muta” come un’aragosta, da cui il nuovo nome) è un agente AI open-source che gira sul tuo hardware. Un Mac Mini, un server Linux, persino un Raspberry Pi. Si collega alle tue app di messaggistica — WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal, iMessage, Teams e una decina di altre — e diventa il tuo assistente personale su tutte le piattaforme.

Non è un chatbot. È un agente. E la differenza conta eccome.

Un chatbot risponde alle domande. Un agente fa le cose. Moltbot può gestire la tua email, organizzare il calendario, automatizzare task nel browser, eseguire codice, pianificare cron job e lavorare in autonomia senza che tu debba stargli dietro. Sul Discord del progetto, un utente racconta di avergli fatto negoziare l’acquisto di un’auto via email. Risparmio? 4.200 dollari.

Lo stack tecnico è semplice: Node.js, TypeScript, pnpm. Usa Claude, GPT-4 o modelli locali tramite Ollama. Licenza MIT. Tutto tuo, dal primo all’ultimo byte.


WhatsApp: ecco perché a noi italiani interessa

Allora, parliamoci chiaro. WhatsApp in Italia non è un’app tra tante — è la comunicazione. Punto. Dove organizziamo le cene del sabato, dove gestiamo i gruppi di lavoro, dove riceviamo i vocali infiniti della zia, dove il commercialista ci manda i PDF, dove i genitori coordinano le chat della classe. Praticamente metà della nostra vita passa di lì.

E adesso immagina di avere un agente AI che vive proprio lì dentro.

Non devi scaricare una nuova app. Non devi aprire un sito. Non devi ricordarti di andare su chatgpt.com ogni volta. Scrivi su WhatsApp — lo stesso WhatsApp che hai già aperto, sempre — e Moltbot risponde, lavora, automatizza. Per chi vive di WhatsApp come noi, questa è una svolta fantastica!

La cosa bella? Non sei limitato a una sola piattaforma. Usi Telegram? Funziona. Slack? Anche. Discord? Pure. Sono più di 15 integrazioni pronte all’uso. Ma diciamo che per il contesto italiano… WhatsApp la fa da padrone.


Perché 100K stelle in un mese

Di progetti open-source ne ho visti crescere un sacco nel tempo. Questo qui è un caso a parte. E i motivi sono chiari:

Funziona davvero. Non è un demo, non è un proof-of-concept carino da mostrare su Twitter. La gente lo usa 24/7 sui propri server e ci fa roba concreta. Catalogare la cantina dei vini. Pianificare i pasti della settimana con ordine automatico al supermercato. Beccare bug in produzione durante la notte. Non sono scenari ipotetici — sono report reali dalla community del progetto.

Self-hosted vuol dire tuo. Ogni conversazione, ogni file, ogni API key resta sul tuo hardware. In un periodo in cui le notizie sulla privacy escono fuori ogni due giorni, questo conta. Nessun vendor cloud che legge i tuoi messaggi. Nessun abbonamento che ti vincola. Nessun cambio improvviso delle API che ti spacca i workflow.

15+ integrazioni già pronte. Qui sta il colpo di genio che tanti sottovalutano. Non devi cambiare app. Non devi imparare un’interfaccia nuova. Moltbot arriva dove sei già — su WhatsApp, su Slack, su qualunque piattaforma usi. La barriera d’ingresso è praticamente zero.

Peter Steinberger non è uno qualunque. Ha creato PSPDFKit (ora Nutrient), un framework iOS/PDF usatissimo e rispettato. La community developer lo conosce bene. E poi — dettaglio non da poco — è austriaco. Un europeo che fa open-source di questo livello… insomma, fa piacere!


Privacy e GDPR: finalmente un progetto che parla europeo

Questo punto, in Italia e in Europa, lo sentiamo particolarmente. Col GDPR abbiamo le regole sulla privacy più stringenti al mondo, e giustamente. Ogni volta che usiamo un servizio AI cloud-based, i dati finiscono chissà dove — spesso su server americani, con garanzie che… beh, diciamo che non sempre convincono.

Moltbot ribalta la questione. Il tuo agente gira sul tuo hardware. I tuoi dati, le tue conversazioni, non li vede nessuno tranne te. Restano a casa tua. Per chi lavora con dati sensibili — avvocati, commercialisti, medici, consulenti — questa non è una feature, è un requisito. In Italia lo sappiamo bene: tra GDPR, Garante della Privacy e normative nazionali, gestire dati su piattaforme esterne è sempre un rischio.

C’è anche un altro dettaglio importante: con un agente self-hosted sei tu a decidere quale modello AI usare. Claude, GPT-4, o un modello completamente locale tramite Ollama. Vuoi che i dati non escano proprio dal tuo computer? Puoi farlo. Questa flessibilità, per il contesto normativo europeo, vale oro.


Chatbot vs agente: il cambiamento è reale

L’esplosione di Moltbot non succede nel vuoto. Gartner prevede che il 40% delle app enterprise avrà agenti AI specifici entro fine 2026. OpenAI, Anthropic, Google — tutti stanno costruendo framework per agenti. Il Copilot di Microsoft diventa più agentico ogni trimestre.

Ma Moltbot rappresenta qualcosa di diverso rispetto alle piattaforme aziendali. È l’agente personale. Il tuo agente, sul tuo hardware, che lavora per te. Non per il reparto IT dell’azienda. Non per un vendor SaaS. Per te.

Tre cose che Moltbot fa bene, e che indicano la direzione giusta:

Multi-canale è l’approccio giusto. Nessuno vuole un’altra app. Raggiungerti dove sei già — su WhatsApp, su Slack, su iMessage — è come dovrebbero funzionare gli assistenti AI. Lo strumento migliore è quello che non devi ricordarti di aprire.

Le skill come piattaforma. Moltbot ha un sistema di “skill” (lo chiamano ClawdHub) dove la community sviluppa e condivide funzionalità. Vi ricorda qualcosa? È lo stesso modello che costruiamo qui su FindSkill — skill AI riutilizzabili che chiunque può copiare, personalizzare e usare. L’idea che la potenza dell’AI venga da prompt e workflow ben costruiti, non solo dalla potenza bruta del modello, sta vincendo.

Local-first non è più un compromesso. Far girare AI in locale significava, fino a poco tempo fa, qualità pessima. Con modelli come Claude, GPT-4 e le opzioni locali tramite Ollama che hanno raggiunto questo livello… il self-hosting non è più una rinuncia. È una scelta consapevole. E che scelta!


Sicurezza: occhio, però

E qui serve un momentino di onestà.

I ricercatori di sicurezza hanno già segnalato problemi con alcune installazioni di Moltbot. API key esposte. Token OAuth accessibili. Cronologie delle conversazioni leggibili da chiunque trovi la porta giusta.

Il progetto ha le sue protezioni — codici di pairing per messaggi da sconosciuti, sandboxing Docker, integrazione con Tailscale per l’accesso remoto. Ma un agente AI sempre attivo che ha accesso a email, browser e app di messaggistica è un bersaglio appetitoso. E la maggior parte di chi lo installa non è un ingegnere della sicurezza.

Se decidi di usare Moltbot:

  • Non esporre la porta 18789 su internet
  • Usa il sandboxing Docker per ogni sessione
  • Controlla le skill prima di installarle (sono codice, alla fine)
  • Configura Tailscale o una VPN per l’accesso remoto
  • Ruota le API key regolarmente

Non è allarmismo. È lo stesso consiglio che daresti a chiunque faccia girare un servizio self-hosted con accesso a dati sensibili.


Dovresti provarlo?

Dipende da chi sei.

Se sei un developer che mastica Node.js, Docker e servizi self-hosted: assolutamente sì. Moltbot è uno dei progetti open-source più interessanti usciti dall’ondata degli agenti AI. Con oltre 130 contributor e quasi 9.000 membri su Discord, non sarai solo.

Se non sei tecnico ma l’idea di un agente AI personale ti intriga: per ora aspetta. Il setup richiede ancora dimestichezza col terminale. Ma tieni d’occhio il progetto — il divario tra “strumento da developer” e “strumento per tutti” si sta chiudendo in fretta.

Se vuoi semplicemente risultati migliori dall’AI oggi: non serve fare self-hosting. Un prompt ben costruito su Claude o ChatGPT può automatizzare gran parte di quello che fa Moltbot per singoli task. La differenza? Moltbot gira in continuazione, su più piattaforme, senza che tu debba attivarlo ogni volta.


Il quadro completo

Moltbot dimostra una cosa: la gente vuole agenti AI, non chatbot. Vuole strumenti che lavorino per loro in background, su ogni piattaforma, su hardware che controllano.

È una visione radicalmente diversa dal “vai su chatgpt.com e scrivi una domanda”.

Che Moltbot diventi lo standard o meno, non è questo il punto. Il pattern è il punto. E il pattern è chiaro: l’AI sta passando da qualcosa che visiti a qualcosa che vive accanto a te.

L’aragosta ha fatto la muta. E non torna più nel vecchio guscio.


Inizia con le skill giuste

Non sei pronto per il self-hosting? Puoi iniziare a usare l’AI come un agente già oggi, con le skill giuste:

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