Il 31 luglio 2026 OpenAI ha pubblicato una nota di una riga, giusto una riga, nel changelog di ChatGPT: la GPT ufficiale “DALL·E” va in pensione il 30 agosto. Nessun comunicato, nessun post da mille parole, zero fanfara. Solo una data e trenta giorni di conto alla rovescia. Se negli ultimi anni hai mai scritto “fammi un’immagine di…” dentro quella GPT specifica, hai tre settimane per salvare quello che ti interessa prima che sparisca.
E qui viene il bello, perché in giro si legge di tutto tranne la cosa più importante: la tua capacità di fare immagini su ChatGPT non sta andando da nessuna parte. Anzi, è migliorata parecchio. Quello che sparisce è una porta d’accesso specifica, un vecchio marchio che un sacco di gente ha usato per anni senza più pensarci. Questa guida è la versione tranquilla di quello che sta succedendo davvero: cosa cambia, cosa no, come si fanno le immagini su ChatGPT oggi passo passo, e come recuperare la roba vecchia prima che scada il tempo.
C’è pure un altro pezzo di confusione tutto italiano che vale la pena sciogliere subito, perché l’abbiamo trovato girando tra i blog nostrani mentre facevamo le ricerche per questo articolo: c’è già chi ha scritto “DALL-E chiude” riferendosi a una chiusura completamente diversa, di tre mesi fa. Ci arriviamo tra poco, con calma.
Cosa cambia davvero (e cosa resta com’era)
Partiamo dal chiarire la confusione, perché ce n’è tanta. Sotto ai post che per primi hanno fatto girare la notizia su X, si leggono sempre le stesse domande: “quindi niente più immagini su ChatGPT?”, “chiude anche l’API?”, “ma cos’è DALLE?” Quest’ultima fa un po’ ridere e un po’ tristezza insieme: DALL·E era il nome che ha fatto conoscere la generazione di immagini AI a mezzo internet nel 2022. Adesso confonde talmente tanta gente che c’è chi chiede cosa sia.
Allora, la verità nuda e cruda. Tre anni fa OpenAI ha lanciato DALL·E come prodotto a sé stante, poi ci ha costruito attorno una GPT dedicata dentro ChatGPT, praticamente un chatbot fissato nella tua lista di GPT il cui unico compito era fare immagini con quel modello più vecchio. Quella GPT specifica va in pensione il 30 agosto 2026. Non la generazione di immagini in sé. Non ChatGPT. Solo quella porta con quel marchio.
Al suo posto c’è ChatGPT Images (a volte chiamato “ChatGPT Images 2.0”, basato sul modello gpt-image-2 di OpenAI), verso cui OpenAI sta spostando silenziosamente gli utenti fin dalla fine del 2025. Se negli ultimi mesi hai mai generato un’immagine direttamente in una conversazione normale di ChatGPT (chiedendola e basta, senza cercare nessuna GPT particolare) stavi già usando questo. La GPT DALL·E era la strada vecchia. ChatGPT Images è, ed era già, la strada principale.
Un po’ di cose restano identiche:
- Le GPT personalizzate con generazione immagini continuano a funzionare. Se qualcuno ti ha costruito (o ti sei costruito da solo) una GPT su misura per, che ne so, generare biglietti d’auguri o locandine per il tuo negozio, e ha la generazione immagini attiva, il 30 agosto non la tocca minimamente.
- La generazione immagini nativa dentro le chat normali di ChatGPT non è toccata. Ed è la cosa che la maggior parte della gente usa davvero, tutti i giorni, è anche quella su cui OpenAI sta investendo, mica quella che sta chiudendo.
- Account, abbonamento e tutto il resto restano identici. Non è una migrazione di piattaforma. È una singola funzione che va in pensione.
Quello che invece non sopravvive automaticamente sono le immagini generate proprio dentro quella GPT DALL·E ufficiale. Vivono nella cronologia chat di quella GPT, e quando la GPT sparisce il 30 agosto, l’indicazione di OpenAI è diretta: scarica quello che ti interessa prima. Tra un attimo vediamo esattamente come.
Perché OpenAI lo fa proprio adesso? Nessuno da OpenAI l’ha spiegato apertamente, ma lo schema non è difficile da leggere. Quando un’azienda smette di sviluppare attivamente qualcosa invece di migliorarlo, di solito ti sta dicendo su cosa sta puntando davvero. DALL·E 3 è uscito nel 2023. Il modello nativo di immagini di ChatGPT è stato ricostruito più volte da allora, l’ultima nel gpt-image-2, ed è visibilmente più forte proprio nei punti deboli storici di DALL·E: testo leggibile dentro le immagini, seguire istruzioni dettagliate, modificare una foto esistente invece di limitarsi a generarne una nuova da zero. Mantenere due sistemi di immagini separati dentro lo stesso prodotto, uno dei quali fermo al 2023, non poteva reggere per sempre. La parte sorprendente non è che abbiano chiuso DALL·E. È che ci abbiano messo così tanto, e che l’abbiano fatto con una riga di changelog invece che con un tour d’addio.
C’è una teoria che gira negli ambienti AI sul perché il timing sia caduto proprio adesso: l’attenzione (e il budget di calcolo) di OpenAI si è chiaramente spostata verso la generazione video con Sora nell’ultimo anno, e la roadmap di DALL·E sembra aver smesso di competere per quelle stesse risorse in silenzio. Nel momento in cui la generazione immagini nativa di ChatGPT ha raggiunto e superato quello che poteva fare la vecchia GPT DALL·E, quel wrapper non era più un prodotto, era solo un costo di manutenzione con un nome nostalgico attaccato. Non è una critica a DALL·E, sia chiaro: è semplicemente quello che succede a quasi ogni versione “originale” di uno strumento una volta che il modello sotto è rimasto indietro di tre generazioni rispetto a quello attuale.
Due “chiusure DALL-E” diverse, e la confusione che gira già in Italia
Ecco, qui c’è un punto che vale la pena chiarire per bene, perché mentre facevamo le ricerche per questo pezzo ci siamo imbattuti in un problema concreto, non teorico: c’è già almeno un blog italiano che parla di “DALL-E chiude”, ma riferendosi a un evento completamente diverso.
Genra.ai, un blog italiano che segue da vicino l’AI, ha pubblicato un articolo intitolato “DALL-E chiude: OpenAI ritira i suoi modelli di immagini il 12 maggio”. Peccato che parli di tutt’altro: il 12 maggio 2026 OpenAI ha ritirato dall’API i modelli dall-e-2 e dall-e-3, quindi l’accesso programmatico via codice, roba per sviluppatori che costruiscono app o integrazioni, non la GPT dentro l’app ChatGPT che usi tu ogni giorno. È un evento reale, è successo davvero, ma è un ritiro diverso, con una data diversa, su un prodotto diverso.
Quello di cui parliamo in questo articolo è un’altra cosa ancora: il 30 agosto 2026 chiude la GPT ufficiale “DALL·E” dentro l’app consumer di ChatGPT, quella che apri dal telefono o dal browser e usi come una normale chat. Due chiusure, due date, due prodotti, e in italiano sono finite entrambe sotto lo stesso titolo acchiappa-click, “DALL-E chiude”. Capisci bene come, per chi legge di corsa (e diciamocelo, chi non legge di corsa su internet), le due notizie si mescolino in testa e diventino un’unica scadenza confusa.
Per essere chiarissimi:
- 12 maggio 2026, chiusura API: i modelli dall-e-2 e dall-e-3 smettono di rispondere alle chiamate API. Riguarda sviluppatori e aziende che integrano la generazione immagini nel proprio software tramite il codice di OpenAI. Se non hai mai scritto una riga di codice per parlare con l’API di OpenAI, questa chiusura non ti ha toccato per niente, punto.
- 30 agosto 2026, chiusura della GPT dentro ChatGPT: la GPT ufficiale “DALL·E”, quella che trovavi cercando “DALL·E” nello store delle GPT dentro l’app ChatGPT, smette di esistere. Riguarda te, se hai mai usato quella GPT specifica per fare immagini nella tua chat personale.
Abbiamo controllato anche cosa dicono le testate tech italiane più seguite (HDblog, DDay.it) e al momento in cui scriviamo nessuna delle due ha ancora pubblicato una guida specifica sull’evento del 30 agosto: si trovano solo articoli più vecchi su DALL·E 3 dentro ChatGPT o sulla generazione immagini via WhatsApp, niente di dedicato a questa scadenza precisa. Insomma, in italiano manca ancora una spiegazione seria e aggiornata su cosa succede il 30 agosto, ed è esattamente il buco che questo articolo prova a colmare per primo.
Come si fanno le immagini su ChatGPT, oggi (guida passo passo)
Se non hai mai usato la generazione immagini integrata di ChatGPT (o se hai sempre usato solo la vecchia GPT DALL·E senza sapere che esisteva una strada più semplice) ecco esattamente come funziona oggi. Nessuna GPT speciale, nessun plugin, nessuna impostazione da scovare in un menu nascosto.
Passo 1: apri una chat normale
Vai su chatgpt.com (o apri l’app) e inizia una chat nuova, oppure usane una che hai già aperta. Non serve cercare “DALL·E” nello store delle GPT, e dopo il 30 agosto non ti servirebbe a niente comunque. Parla con ChatGPT come faresti normalmente.
Risultato atteso: una finestra di chat vuota, uguale a qualsiasi altra conversazione con ChatGPT.
Passo 2: descrivi l’immagine che vuoi, con parole tue
Scrivi cosa vuoi vedere. Le frasi complete funzionano meglio delle liste di parole chiave, ChatGPT Images risponde bene se gli parli come a una persona, non se gli infili una sequenza di tag separati da virgola come pretendevano certi tool più vecchi.
Un template di partenza che funziona bene quasi sempre:
Crea un'immagine [stile] di [soggetto] in [ambientazione], con [luce/atmosfera]. [Colori specifici, composizione o testo da includere.]
Esempio pratico, dall’inizio alla fine: mettiamo che tu stia organizzando la Sagra della Porchetta del tuo paese e ti serva la locandina. Ecco lo scambio vero e proprio.
Prompt 1: “Crea una locandina colorata per la Sagra della Porchetta di paese, stile illustrato e allegro. Includi il testo ‘Sagra della Porchetta, 15-17 agosto’ in caratteri grandi e festosi, con una porchetta arrosto disegnata, luci calde da sera d’estate, bandierine tricolore appese. Colori caldi, giallo e rosso in evidenza.”
ChatGPT genera l’immagine in una decina di secondi, venti al massimo. Il primo tentativo ti porta già all'80% del risultato: la porchetta c’è, i colori sono quelli giusti, il testo si legge bene (uno dei salti in avanti più netti rispetto alla vecchia GPT DALL·E, che il testo lo storpiava regolarmente in caratteri illeggibili).
Risultato atteso: un’immagine appare direttamente nella chat, con l’opzione per scaricarla subito.
Passo 3: aggiusta con messaggi di follow-up, non con prompt nuovi
Questo è il punto dove tanti (chi arriva da altri strumenti soprattutto) sbagliano approccio. Non serve riscrivere tutto il prompt per correggere un dettaglio. Basta dire a ChatGPT cosa cambiare, un po’ come daresti indicazioni a un grafico.
Prompt 2 (follow-up): “Ingrandisci un po’ la scritta della data e spostala in basso a destra, più piccola, e aggiungi ‘Musica dal vivo tutte le sere’ sotto il titolo principale.”
ChatGPT modifica la stessa immagine mantenendo tutto il resto coerente, invece di generarne una completamente nuova che assomiglia solo vagamente a prima. Questa coerenza tra una modifica e l’altra è una delle differenze vere, misurabili, rispetto all’epoca della GPT DALL·E, dove ogni “rigenera” era più vicino a ricominciare da capo.
Risultato atteso: una versione aggiornata della stessa locandina, con solo le modifiche richieste applicate, la porchetta, le bandierine e il layout restano gli stessi.
Passo 4: chiedi varianti o formati diversi se ti servono
Ti serve in un formato diverso per la stampa rispetto a Instagram? Basta chiederlo.
Prompt 3: “Dammela anche in formato quadrato per Instagram, e una versione verticale per stamparla come volantino A5.”
ChatGPT Images gestisce diversi rapporti d’aspetto nella stessa sessione (da largo (circa 3:1) a verticale (1:3) fino al quadrato) senza che tu debba specificare dimensioni in pixel.
Risultato atteso: due versioni aggiuntive dello stesso design, riadattate alle nuove proporzioni.
Passo 5: scarica e salva
Clicca l’icona di download sull’immagine (oppure tieni premuto sul telefono) per salvarla sul dispositivo. Fallo per tutto quello che pensi di riusare, ChatGPT tiene le immagini nella cronologia chat, ma la cronologia non è un archivio permanente su cui fare affidamento, e questa chiusura è un promemoria piuttosto concreto del perché.
Secondo esempio: modificare una foto vera, non generarne una da zero
L’esempio della locandina parte dal nulla. Ma tanto di quello che serve davvero nella pratica è modificare qualcosa che già esiste, una foto vera, non una generata. Ed è proprio qui che il divario tra la vecchia GPT DALL·E e ChatGPT Images di oggi si allarga di più, quindi vale la pena vederlo separatamente.
Mettiamo che tu abbia una bottega di ceramica e voglia sistemare la foto di una tazza fatta a mano prima di metterla in vendita su Instagram o su Etsy.
Passo 1: carica la foto direttamente in chat usando l’icona di allegato/immagine accanto alla casella di testo.
Passo 2: descrivi la modifica a parole: “Cambia lo sfondo di questa foto in un piano di legno chiaro con luce naturale morbida, tieni la tazza esattamente com’è: smaltatura, forma e ombre, non toccarla.”
Risultato atteso: ChatGPT restituisce una versione della tua foto vera con solo lo sfondo cambiato, non una tazza generata da zero che le assomiglia vagamente. Questa è la differenza pratica più grande rispetto alla vecchia GPT DALL·E, costruita soprattutto per generare immagini nuove e piuttosto incostante quando si trattava di modificare foto reali.
Passo 3 (rifinitura): “Lo sfondo è un po’ troppo scuro, schiariscilo leggermente e rendi la luce un filo più calda.”
Risultato atteso: un secondo passaggio che aggiusta solo la luce, il resto dell’immagine resta intoccato. Puoi andare avanti e indietro così più volte nello stesso thread, e ogni versione resta ancorata alla foto originale invece di allontanarsene un po’ a ogni richiesta, una lamentela ricorrente ai tempi di DALL·E, dove ogni “riprova” sembrava un tiro di dadi tutto nuovo.
Passo 4: una volta trovata la versione che ti piace, scaricala come prima, e considera di chiedere un paio di varianti con tonalità leggermente diverse in un unico messaggio, così non bruci generazioni separate una alla volta.
Questo stesso schema (carica, descrivi la modifica specifica, rifinisci, scarica) funziona per foto prodotto, ritratti professionali, foto di immobili e praticamente qualsiasi situazione dove parti da qualcosa di reale invece che dal nulla. Se lavori spesso con foto prodotto, il corso Fotoritocco con l’IA approfondisce proprio questi workflow (togliere sfondi, sostituire elementi, migliorare luce e nitidezza) con esempi pratici passo passo.
DALL·E GPT vs ChatGPT Images: la tabella che chiarisce tutto
Al di là del “è più nuovo”, ecco la differenza concreta, funzione per funzione, tra lo strumento che chiude e quello che lo sostituisce. Questa è la tabella da guardare se qualcuno ti chiede “ma il nuovo è davvero meglio, o solo diverso?”
| Caratteristica | GPT DALL·E (chiude il 30 agosto) | ChatGPT Images (attuale) |
|---|---|---|
| Come si accede | GPT dedicata, da cercare nello store GPT | Integrata in qualsiasi chat normale di ChatGPT |
| Modello sotto | DALL·E 3 (2023, non più aggiornato attivamente) | gpt-image-2 (in sviluppo attivo, generazione attuale) |
| Testo dentro le immagini | Spesso storpiato o illeggibile | Generalmente leggibile, anche frasi di più parole |
| Modificare una foto esistente | Limitato, incostante — spesso rigenerava un’immagine nuova invece di modificare l’originale | Modifica diretta della foto, con l’originale come base |
| Coerenza tra modifiche successive | Bassa — ogni rigenerazione poteva cambiare parecchio rispetto alla precedente | Alta — le modifiche successive mantengono stabile ciò che non hai chiesto di cambiare |
| Prompt e testo in lingue diverse dall’inglese | Debole fuori dall’inglese | Nettamente più solido, anche per l’italiano |
| Formati e proporzioni | Opzioni preimpostate limitate | Da circa 3:1 orizzontale a 1:3 verticale, più il quadrato |
| Varianti multiple per richiesta | Non prevista come funzione nativa | Fino a 10 varianti coerenti in un’unica generazione |
| Accesso dopo il 30 agosto 2026 | Sparito | Continua come modo standard per fare immagini su ChatGPT |
Il giudizio onesto su questa tabella: non è che DALL·E fosse scarso. Era genuinamente rivoluzionario quando è uscito, punto. È che “rivoluzionario nel 2023” e “modello attuale, mantenuto attivamente nel 2026” sono due asticelle diverse, e ChatGPT Images supera la seconda mentre la GPT DALL·E era rimasta ferma alla prima per sempre.
Free vs Plus: cosa cambia davvero nella pratica
Questa è la parte con meno informazioni pubbliche coerenti, perché OpenAI non pubblica limiti fissi, l’uso si adatta alla domanda del momento. Ma ecco quello che risulta stabile in base al comportamento attuale degli account e alla documentazione ufficiale sui piani:
| Free | Plus (20 $/mese) | Pro | |
|---|---|---|---|
| Immagini per finestra mobile | Circa 3-10 ogni 3 ore | Circa 40-50 ogni 3 ore (rispetto alle ~25 di un anno fa) | Limiti più alti, elaborazione prioritaria |
| Modalità Thinking per le immagini | Non disponibile | Disponibile | Disponibile |
| Ricerca web durante la generazione | Non disponibile | Disponibile | Disponibile |
| Qualità del testo nelle immagini | Stesso modello dei piani a pagamento | Stesso modello del piano free | Stesso modello, coda prioritaria |
| Formati e proporzioni | Gamma completa (quadrato fino a 3:1/1:3) | Gamma completa | Gamma completa |
| Uso commerciale degli output | Consentito secondo i termini OpenAI | Consentito secondo i termini OpenAI | Consentito secondo i termini OpenAI |
| Generazione in batch (fino a 10 varianti) | Conta come una sola generazione | Conta come una sola generazione | Conta come una sola generazione |
Un paio di cose da sottolineare da questa tabella. Primo: il piano free è genuinamente usabile, non serve carta di credito, e le immagini che fai sono tue da usare commercialmente, esattamente come nei piani a pagamento. Secondo: il divario vero tra Free e Plus non è la qualità delle immagini, è il volume, più due funzioni (Thinking mode e ricerca web durante la generazione) che alla maggior parte degli utenti casual non manca affatto. Terzo, e questo è un dettaglio che vale la pena tenere a mente: se chiedi più varianti dello stesso prompt in un colpo solo, conta come una generazione unica, molto più efficiente che generarle una alla volta in messaggi separati.
Cosa significa per te, a seconda di chi sei
Se ogni tanto ti sei fatto un’immagine divertente con la GPT DALL·E e te ne sei dimenticato: vai a scaricare quello che ti interessa prima del 30 agosto. Ci vogliono un paio di minuti, apri la cronologia chat, trova le vecchie conversazioni con la GPT DALL·E, salva quello che conta. Nient’altro nel tuo account cambia.
Se hai partita IVA, sei un artigiano o mandi avanti una piccola attività: in Italia siamo un paese di partite IVA (con la soglia del regime forfettario ferma a 85.000 euro nel 2026) e un sacco di questa gente usa ChatGPT per foto prodotto, grafiche social, locandine per la fiera o il mercatino. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’AI vale oggi circa 1,8 miliardi di euro, +50% rispetto al 2024: non è più roba per pochi smanettoni, è diventato uno strumento di lavoro vero per un sacco di piccole attività. Sposta il tuo workflow su ChatGPT normale adesso, non il 29 agosto sera all’ultimo momento. Se fai ceramica, sartoria, falegnameria o qualsiasi mestiere dove servono foto prodotto pulite, il corso Fotoritocco con l’IA ti porta dritto al sodo, e se vendi al banco al mercato o in una bottega artigiana, dai un’occhiata anche a IA per l’artigiano, copre esattamente questo tipo di casi pratici, mercati compresi.
Se sei un genitore che fa inviti, materiali per la scuola dei figli o progetti in famiglia: sei proprio il pubblico per cui questa guida è pensata. Usa il template di partenza qui sopra, descrivi le cose con parole semplici come le spiegheresti a una persona, e non aver paura di mandare cinque messaggi di seguito per rifinire un’unica immagine, è il modo giusto di lavorarci, mica un segno che stai sbagliando qualcosa.
Se sei sul piano free e sbatti sempre contro i limiti di generazione: raggruppa le richieste. Chiedi due o tre varianti in un unico prompt invece di rigenerare una alla volta in messaggi separati, conta come una generazione sola comunque, quindi ottieni di più con lo stesso limite.
Se lavori già con ChatGPT Images per un cliente o per il tuo lavoro professionale: questa chiusura non cambia niente nel tuo workflow, eri già sul sistema attuale. Se ti interessa affinare i prompt che usi tutti i giorni, il corso Prompt Efficaci con ChatGPT copre come costruire istruzioni precise che funzionano al primo colpo, non solo per il testo ma anche per come descrivi contesto e formato quando chiedi un’immagine.
Se hai costruito (o usi) una GPT personalizzata con generazione immagini integrata: per te il 30 agosto non cambia proprio niente. Quella GPT continua a funzionare esattamente come prima. L’unica GPT DALL·E che va in pensione è quella ufficiale di OpenAI, non le GPT personalizzate costruite da terzi o da te, anche se generano immagini pure loro.
Se stai confrontando ChatGPT con altri strumenti di generazione immagini prima di sceglierne uno: il vantaggio di ChatGPT non è la qualità grezza dell’immagine, diversi generatori dedicati producono output più nitidi o più stilizzati. Il vantaggio è che è conversazionale: descrivi, generi e modifichi via via nella stessa chat che già usi per tutto il resto, senza cambiare strumento. Per affinare la scrittura dei prompt in generale, dai un’occhiata anche alla skill Generatore Prompt Immagini AI o a Creatore Prompt Arte AI, utili per costruire descrizioni più precise fin dal primo tentativo.
I problemi più comuni (e come risolverli)
Questi sono i problemi veri che la gente sta incontrando adesso, presi da segnalazioni reali di utenti, non casi ipotetici tirati fuori a tavolino.
1. Le immagini escono con una texture granulosa o “rumorosa” strana. È un difetto noto del modello attuale, e ha infastidito parecchi utenti (c’è chi l’ha descritto come qualcosa che rende il modello “quasi impossibile” da usare per lavori stilizzati o professionali. Quello che sta aiutando davvero: dare al modello più dettagli specifici su cui lavorare. Invece di un prompt vago, specifica materiali, fonti di luce e processo (“scattata con pellicola 35mm, luce morbida da finestra, grana visibile e intenzionale”)) la teoria che gira tra chi ha sperimentato è che il rumore sia “sforzo” in eccesso del modello che si traduce in dettaglio spazzatura quando il prompt non gli dà abbastanza dettaglio legittimo su cui spenderlo. Non è una soluzione garantita, ma aiuta in modo misurabile.
2. Compare un testo o un effetto di luce strano che non hai chiesto. Alcuni utenti hanno segnalato una firma visiva riconoscibile (un bagliore specifico o un effetto a striature di luce) che compare su immagini completamente scollegate tra loro e rende il contenuto generato da AI facile da individuare a colpo d’occhio. Se ti capita, rigenerare con una descrizione di luce più specifica (“luce da studio piatta e uniforme, niente riflessi di lente”) tende a ridurlo.
3. Una richiesta di modifica cambia più di quello che hai chiesto. Se chiedi a ChatGPT di cambiare un elemento e ti si sposta tutta l’immagine, sii più esplicito su cosa deve restare uguale: “tieni sfondo, posa e colori esattamente identici, cambia solo X.” Il modello risponde meglio a istruzioni di conservazione esplicite piuttosto che all’assunzione che “tutto il resto resta com’è” sia sottinteso.
4. La generazione basata su un’immagine di riferimento fallisce o ignora il riferimento. Se carichi una foto e chiedi a ChatGPT di generare qualcosa basandosi su quella (una variante, uno stile diverso, ecc.) e sembra ignorare completamente il riferimento, prova a ricaricarla in un messaggio nuovo invece di richiamare un’immagine da più in alto in una conversazione lunga, i thread lunghi possono far perdere al modello il filo di quale immagine stai indicando.
5. Non trovi più le vecchie conversazioni con la GPT DALL·E. Controlla la cronologia nella barra laterale di ChatGPT, non lo store delle GPT: le vecchie conversazioni con la GPT DALL·E vivono nella tua cronologia chat normale, ordinate per data, come qualsiasi altra conversazione. Cerca “DALL·E” nella cronologia oppure scorri indietro fino a quando ricordi di averla usata.
6. Le immagini scaricate sembrano a risoluzione più bassa del previsto. Clic destro (o pressione prolungata sul telefono) e scegli “salva immagine” invece di fare uno screenshot, gli screenshot comprimono e riducono la risoluzione. Se la piattaforma su cui stai guardando ha una modalità anteprima/lightbox, aprila prima di salvare: la versione in miniatura nel feed della chat a volte è più bassa risoluzione di quella completa.
7. Non sei sicuro se questo riguardi anche l’API di ChatGPT, non solo l’app. Questa chiusura riguarda specificamente l’interfaccia della GPT DALL·E dentro l’app consumer di ChatGPT (quella che apri dal telefono o dal browser. È diversa dalla chiusura API di dall-e-2 e dall-e-3 del 12 maggio (vedi la sezione qui sopra sulle due chiusure). Se tu o il tuo team di sviluppo chiamate un modello di generazione immagini direttamente tramite l’API di OpenAI, quello è un prodotto separato con un proprio calendario di versioni e deprecazioni) controlla direttamente la documentazione API di OpenAI invece di dare per scontato che questo annuncio la riguardi.
8. Qualcuno ti ha detto “ChatGPT ha smesso di fare immagini” e non sei sicuro sia vero. Non lo è. È il malinteso più diffuso in assoluto attorno a questa notizia, la chiusura di uno strumento specifico con un marchio specifico che, passando di bocca in bocca, si trasforma in “ChatGPT non fa più immagini.” Le fa eccome, e per la maggior parte della gente, meglio di prima.
Quello che ChatGPT Images ancora non sa fare bene
Essere onesti sui limiti conta più che far finta che non ce ne siano.
- Non è uno strumento di design dedicato. Per il controllo preciso del layout (posizionamento esatto in pixel, coerenza del kit di brand su decine di asset, editing a livelli da passare ad altri) uno strumento costruito apposta per quel lavoro (Canva, Adobe Firefly, Figma) resta la scelta migliore. ChatGPT Images dà il meglio per singole immagini fatte via conversazione, non per sistemi di design in produzione.
- Il problema della texture rumorosa è reale e non risolto del tutto. Il workaround qui sopra aiuta, ma resta un workaround, non una soluzione definitiva. Se ti serve un output pulito in modo costante per lavori professionali o da stampa, preventiva il tempo per più tentativi.
- Fa fatica con modifiche complesse su più fronti insieme. Cambi semplici ed espliciti (“cambia il colore della maglietta”) funzionano bene. Istruzioni composte (“cambia lo sfondo, la luce, e aggiungi tre personaggi nuovi tenendo identiche le espressioni di tutti gli altri”) tendono a produrre risultati che mancano una parte della richiesta.
- Non è pensato per personaggi coerenti su tante immagini separate, come fanno alcuni tool specializzati. Se ti serve lo stesso personaggio illustrato identico su un libro illustrato di 20 pagine, strumenti dedicati alla coerenza dei personaggi ti danno risultati più affidabili di conversazioni ChatGPT ripetute.
- I diritti d’uso commerciale, pur consentiti, portano le stesse cautele generali di qualsiasi contenuto generato da AI. Leggi le policy d’uso di OpenAI prima di usare gli output in contesti con requisiti di proprietà intellettuale rigidi (domande di marchio, per dire), “puoi usarlo commercialmente” non equivale a “zero questioni legali da considerare.”
- Non ricorda il tuo stile visivo tra conversazioni separate. Se hai passato un’ora ad affinare uno stile illustrativo specifico per una locandina, quel contesto resta dentro quel thread di chat. Aprire una conversazione nuova significa ridescrivere lo stile da zero, oppure incollare il prompt originale come punto di partenza, non c’è una memoria persistente di “stile del brand” come offrono certe piattaforme di design dedicate.
- Può fraintendere richieste con persone reali e identificabili. ChatGPT applica delle protezioni sui contenuti quando si tratta di generare immagini di figure pubbliche reali o caricare foto di persone private reali per certi tipi di modifiche, e questo può produrre un rifiuto dove ti aspettavi un risultato. Non è un bug, è un limite voluto, ma coglie di sorpresa quando una richiesta ragionevolissima (modificare la foto di un amico) viene bloccata o limitata parecchio.
Domande frequenti
DALL·E è completamente sparito da ChatGPT? La GPT DALL·E con quel marchio (il chatbot dedicato alla generazione immagini) va in pensione il 30 agosto 2026. La generazione immagini in sé continua dentro le conversazioni normali di ChatGPT, basata sul modello più recente di OpenAI, gpt-image-2. Il nome “DALL·E” va in pensione; la capacità no.
Quale generatore di immagini usa ChatGPT adesso? ChatGPT Images, basato sul modello gpt-image-2 di OpenAI (chiamato anche “ChatGPT Images 2.0”). Gestisce sia la generazione di immagini nuove sia la modifica di immagini esistenti, direttamente dentro le conversazioni normali, nessuna GPT separata richiesta.
Perderò le immagini che ho già fatto? Solo se sono state fatte specificamente dentro la GPT DALL·E ufficiale e non le scarichi prima del 30 agosto. Le immagini fatte tramite conversazioni normali di ChatGPT non sono toccate da questa chiusura in nessun modo.
Serve ChatGPT Plus per fare immagini? No. Il piano free include la generazione immagini, tipicamente circa 3-10 immagini ogni finestra mobile di 3 ore, senza bisogno di un metodo di pagamento. Plus alza quel tetto a circa 40-50 per finestra e aggiunge la modalità Thinking e la ricerca web durante la generazione.
Come scarico le immagini dalle mie vecchie chat con la GPT DALL·E? Apri ChatGPT, vai nella cronologia chat (non nello store delle GPT), trova le vecchie conversazioni con la GPT DALL·E, aprile una a una e salva sul dispositivo le immagini che vuoi tenere, prima del 30 agosto 2026.
Posso ancora trovare e usare la GPT DALL·E prima che chiuda? Sì, fino al 30 agosto 2026 dovrebbe funzionare normalmente. Dopo quella data, l’indicazione di OpenAI è che la GPT sparisce del tutto, considera quella data una scadenza dura per tutto quello che vuoi salvare.
Cosa succede alle GPT personalizzate costruite da altri utenti con generazione immagini? Non sono toccate. Questa chiusura riguarda specificamente la GPT DALL·E ufficiale di OpenAI. Qualsiasi GPT personalizzata di terze parti o costruita da un utente con la generazione immagini attiva (comprese quelle che hai costruito tu) continua a funzionare esattamente come prima.
La chiusura del 30 agosto è la stessa cosa della chiusura di DALL-E dal 12 maggio di cui parlano alcuni blog? No, e questa è proprio la confusione che vale la pena chiarire: il 12 maggio 2026 OpenAI ha ritirato i modelli dall-e-2 e dall-e-3 dall’API, roba per sviluppatori. Il 30 agosto 2026 chiude invece la GPT DALL·E dentro l’app ChatGPT che usi tu, tutti i giorni. Sono due chiusure diverse, con date diverse, su prodotti diversi, che in alcuni articoli italiani sono finite sotto lo stesso titolo: vedi la sezione dedicata più sopra per il confronto punto per punto.
Il nuovo ChatGPT Images è davvero meglio di DALL·E, o solo più recente? Sui punti su cui la gente si lamentava di più con DALL·E (testo leggibile dentro le immagini, seguire istruzioni articolate su più punti, modificare un’immagine esistente senza che diventi tutta un’altra foto) ChatGPT Images è un miglioramento vero, misurabile. Non è migliore su tutto in senso assoluto (vedi il problema della texture rumorosa qui sopra), ma i reclami più comuni sul vecchio sistema sono stati affrontati sul serio.
Quale generatore di immagini usa ChatGPT sul piano free rispetto ai piani a pagamento? Lo stesso modello, gpt-image-2, su free, Plus e Pro. La differenza tra i piani sta nel volume di generazioni e nell’accesso alla modalità Thinking / ricerca web durante la generazione, non nella qualità di base dell’immagine.
Perché alcune mie immagini su ChatGPT hanno una texture strana e granulosa? È un difetto noto del modello attuale che diversi utenti hanno segnalato, soprattutto su richieste dettagliate o molto stilizzate. Dare al modello più dettaglio specifico da rendere (materiali, fonte di luce, texture) tende a ridurlo, anche se non è una soluzione garantita al 100%. Vedi la sezione sulla risoluzione dei problemi qui sopra per il workaround completo.
Il succo del discorso
Il titolo (“DALL·E sta sparendo”) è tecnicamente vero e funzionalmente fuorviante. Quello che succede davvero è una fusione: OpenAI sta chiudendo una vecchia porta d’accesso con un marchio a sé stante alla generazione immagini, perché la strada principale è migliorata e non c’è più un buon motivo per mantenerne due. Se hai usato quella GPT DALL·E specifica per qualcosa che ti interessa tenere, hai tempo fino al 30 agosto 2026 per salvarlo: mettiti un promemoria adesso, perché “ci penso più tardi” è esattamente il modo in cui queste immagini si perdono per sempre. Al di là di questo, l’esperienza quotidiana di fare immagini su ChatGPT non sta sparendo affatto. È lo stesso workflow conversazionale, modifica-sul-posto, che useresti per qualsiasi altra cosa nell’app, e per la maggior parte di quello che la gente ci fa davvero, locandine per la sagra, foto prodotto per il negozio, grafiche veloci per i social, è un passo avanti genuino rispetto a prima.
Se vuoi andare oltre il “come faccio un’immagine” e imparare davvero a costruire prompt che funzionano al primo colpo, il corso Prompt Efficaci con ChatGPT ti porta attraverso le basi in un paio d’ore, gratis per iniziare. E se il tuo obiettivo è specificamente foto prodotto pulite per un negozio, una bottega o un banco al mercato, la skill Generatore Foto Prodotto è un buon punto di partenza pronto all’uso.
Fonti
- OpenAI Help Center — Note di rilascio di ChatGPT
- OpenAI — Presentazione di ChatGPT Images 2.0
- OpenAI Help Center — FAQ sul piano free di ChatGPT
- Tom’s Guide — You have until August 30 to save your ChatGPT DALL-E images
- Genra.ai — DALL-E chiude: OpenAI ritira i suoi modelli di immagini il 12 maggio
- HDblog — Sezione ChatGPT